cammini di Amorgòs

Amorgòs fa parte dell’arcipelago delle Cicladi, ed è situata 220 km. a sud est di Atene, nel mar Egeo meridionale; tra le Cicladi è la più orientale, e anche la più vicina all’arcipelago del Dodecaneso. E’ un’isola lunga e stretta, disposta obliquamente da nord est a sud ovest per circa 30 km., mentre la sua larghezza varia dai 2,5 km. agli 8 km. La sua spina dorsale è un’unica catena montuosa, che culmina a nord col monte Krikelos, 823 m. Ma non scrivo qui quello che potete trovare su Wikipedia o su uno dei tanti siti che parlano di Grecia, natura e cultura, delle sue isole e spiagge. Ho viaggiato in alcune delle isole più conosciute della Grecia, e andai ad Amorgòs per quel monastero a cui non riuscivo a credere, avendolo visto solo nelle stupefacenti cartoline inviate da amici habitué della Grecia. Poi in lei ho trovato la mia isola: per alcuni anni, nelle due settimane estive che vi trascorrevo, l’ho esplorata camminando per i suoi sentieri.

Il Monastero è in alto, incastonato nella costa rocciosa del versante orientale di Amorgòs, e si sviluppa dentro la montagna: quella che si vede subito dal basso, e poi salendo, avendola di fronte, ampia e turrita, è la facciata. Costruito nel XI secolo in età bizantina, sorge 300 m. sopra il mare sulla viva roccia, e vi si accede solo percorrendo una lunga scalinata in pietra. La serie di gradoni a picco sul mare è rivolta a est, per cui la mattina è interamente al sole: vista mare stupenda. Il Monastero appare imponente, ed è bianco, in stile cicladico: è un fortilizio con finestre come feritoie, e ha quasi mille anni. La facciata è ampia e mossa, mentre la torre più elevata, o campanile, si eleva lungo il fianco della montagna e la si vede solo giunti in cima, di profilo: un dito puntato verso il cielo.
E’ previsto che al Monastero si entri coperti, maniche lunghe e pantaloni per gli uomini; per le donne i pantaloni lunghi non bastano, bisogna avvolgerli in un pareo lungo fino ai piedi. Alcuni portano con sé indumenti da indossare al momento della visita: altrimenti prima dell’ingresso, a cui si accede per una ripida scala bianca e una porticina, ci sono varie paia di pantaloni lunghi, e parei o gonnoni per le donne.

Una volta entrati, si visita un locale dei monaci, che in piccolo numero ancora vivono nel monastero, da cui si passa ad una terrazza che guarda il mare (nella foto sotto) e infine si accede alla chiesa con l’iconostasi e l’immagine della Panagia: questa è un’icona d’argento con una madonna nera col bambino. Ricorda l’icona della madonna della Salute di Venezia: ma il volto della madonna è più scuro e l’icona più piccola. Si festeggiano entrambe nello stesso giorno, il 21 novembre. Hozoviotissa è è la madonna di Amorgòs, Mesopanditissa la madonna della Salute. Davanti all’immagine si accende una candelina di cera vergine immersa nel bacile di sabbia e si lascia un’offerta. Scesi, la guida fa accomodare tutti in un salottino con sedie e due divani di pelle, intorno a un tavolo: ci si può servire dei dolcetti al miele fatti dai monaci e bere un bicchier d’acqua e un bicchierino di liquore alle erbe e al miele, sempre opera dei monaci. I visitatori, oppressi dal caldo, sudando nelle sottane e nei parei, lo sorseggiano in silenzio col dovuto rispetto. Si esce poi per una ripida scaletta che a sua volta porta alla scala esterna, dopo la quale si lasciano gli indumenti presi a prestito, e si è liberi di tornare indietro o dare un’occhiata in giro. Il Monastero è uno dei luoghi di culto più importanti dell’Egeo.

Durante il mio primo viaggio visitai subito il Monastero, e poco dopo scoprii la spiaggia di Maltezi, che si raggiunge con un taxi beach dal porto meridionale dell’isola, Katapola. (nella foto)

Maltezi ha sdraio e ombrelloni in affitto; il taxi beach prosegue poi per Plaka, uno scoglio largo e piatto più a sud, sulla destra della baia di Katapola, esposto interamente al sole e non attrezzato, prediletto da quelli che amano stare al sole tutto il giorno e tuffarsi di continuo dagli scogli. C’è anche un’altra barca, chiassosa, che viaggia a suon di musica truccata da veliero dei pirati, e si alterna col più modesto taxi beach. Peraltro a Maltezi si può anche arrivare a piedi: da Katapola andando, a destra, verso ovest, in direzione del promontorio di Xiloteratidi che si supera con un facile sentiero per poi scendere alla spiaggia.
La Chora di Amorgòs è la parte più alta della città isola, sede degli uffici comunali e di altre burocrazie. Si trova a circa 400 m. sul livello del mare, ha la sommità disseminata di mulini, e le case cicladiche bianche, le piccole cappelle bianche a una o tre campane, gli hibiscus e le buganvillee, e il poterci camminare solo a piedi, sono solo alcune delle sue bellezze. Nella prima foto la Chora è vista dall’alto: da un sentiero che scendendo verso est conduce quasi direttamente al monastero della Hozoviotissa; sotto vi è il suo profilo sommitale con la fila dei mulini, in pieno giorno e al tramonto.



Una stradina della Chora e, sotto, un locale chiamato Kath’Odon, ovvero attraverso la via:


